Ogni volta che apro un rituale d’amore, lo amo come fosse il primo che ho praticato.
La dedizione è sempre la medesima, ma soprattutto ogni storia d’amore è unica, le due persone sono uniche.
Mentre allestisco l’altare, preparo i testimoni ed il materiale occorrente, la mia mente fa infiniti viaggi.
Mi fermo a pensare a ciò che la coppia ha vissuto, al loro trascorso, a come tutto si è sciupato.
Guardo le foto di un amore in crisi, perduto.
Mi immedesimo nella loro storia e li sento.
Sento il loro dolore, la loro tristezza, ma anche molta speranza e molto entusiasmo.
Ho già ovviamente analizzato la situazione e so come intervenire.
Osservo le candele che rappresentano le due persone, le ungo, procedo con i vari imprinting e arriva già la magia.
Ho tra le mani una parte cosi delicata della loro vita e i loro stessi cuori.
Ogni volta, mentre faccio questo mi viene spontaneamente in mente una parola che li rappresenta.
La medesima che mi accompagnerà durante tutta la lavorazione del cerimoniale.
Non lascerà mai la mia testa, finché non avrò terminato e anche dopo.
È un pò come fossi una attrice, che per interpretare il suo ruolo egregiamente deve calarsi nel personaggio.
Forse l’esempio non è molto calzante, ma è un tantino complicato da raccontare.
Forse è solo empatia, eppure se non mi giunge quella parola nella mente, non riesco ad avviare la prima sessione.
Stasera aprirò il rito d’amore di M. e C.
Il suo nome è PROTEZIONE.
Qualche settimana di pazienza, M. e lo riavrai al tuo fianco.
Poi sorrideremo, esultaremo e piangeremo anche un pò insieme, per questo amore che credevi perduto.
Perché l’emozione del trionfo d’amore sarà davvero potente!
Luce Maria.
Medium, sensitiva ed esoterista.
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